Allergia alimentare

Che cos’è un’allergia alimentare?

L’allergia alimentare è una reazione immunologica nei confronti di proteine vegetali e animali di per sé innocue. Dopo il primo contatto, o pure dopo uno successivo, con l’allergene specifico, una persona con una predisposizione alle allergie sviluppa i cosiddetti anticorpi IgE. Questo processo, che avviene senza sintomi, è chiamato sensibilizzazione. A ogni contatto successivo, gli anticorpi IgE scatenano una reazione allergica, spesso anche in presenza di quantità minime del corrispondente alimento.

Quali sono i sintomi di un’allergia alimentare?

Una reazione frequente, ma innocua, è la sindrome allergica orale: immediatamente dopo il consumo di un determinato alimento, il paziente avverte un prurito a labbra e gola, o un senso d’intorpidimento in bocca e sul palato. Possono però insorgere anche gonfiori alle labbra, alla lingua nonché alle mucose delle guance e della gola. Alcune persone reagiscono con vomito, coliche gastriche o crampi addominali e diarrea, altre con eczemi (neurodermite), orticaria o attacchi d’asma. È tuttavia pure possibile una reazione allergica generale fino allo shock anafilattico, potenzialmente mortale.

Come viene diagnosticata un’allergia alimentare?

In caso di sospetto di allergia alimentare, andrebbe consultato un allergologo. Come per gli altri tipi, anche la ’vera’ allergia alimentare viene diagnosticata per mezzo di test cutanei ed ematici. Sovente sono necessari anche test di provocazione. Importanti per la diagnosi sono anche le indicazioni e le osservazioni del paziente stesso. I test possono essere eseguiti anche sui neonati.

Come si contrae un’allergia alimentare?

La causa principale è la predisposizione genetica ad avere reazioni allergiche (atopia). Nei neonati fino all’ottavo mese, i sistemi immunitario e digestivo non sono ancora completamente sviluppati: le proteine estranee non possono essere scomposte e utilizzate completamente. Meglio di tutto viene sopportato il latte materno. I neonati predisposti alle allergie (2–5 per cento dei bambini) possono quindi sviluppare molto facilmente una sensibilizzazione al latte vaccino o all’uovo di gallina. Fortunamente, molti di loro perdono questa sensibilizzazione o allergia nel giro dei primi tre anni di vita. Altre allergie, come quella alle arachidi e al pesce, possono tuttavia restare una vita intera. I neonati affetti da allergia alimentare rischiano – a causa della loro predisposizione atopica – di ammalarsi più in là negli anni di neurodermite, asma o raffreddore da fieno.
I giovani e gli adulti che reagiscono ai pollini o ad altri allergeni inalanti sviluppano spesso anche un’allergia alimentare per via di una cosiddetta reazione crociata (cfr. scheda sull’argomento). Nell’adulto che non ha mai avuto allergie raramente si presentano allergie alimentari. Al massimo reagisce a un gruppo di alimenti, in particolare ai crostacei, al pesce, alla carne o al latte.

Quanto sono diffuse le allergie alimentari?

Ne sono affetti circa il 2–6 per cento dei bambini della prima infanzia e circa il 2–4 per cento della popolazione adulta.
Chi soffre di allergia alimentare ha sovente anche il raffreddore da fieno.

Come comportarsi in caso di reazione allergica a un alimento?

Chi ha già avuto forti reazioni allergiche dovrebbe avere sempre con sé una tessera e un corredo per casi di emergenza con i farmaci del caso. Il corredo per casi di emergenza contiene

  • 1 EpiPen (siringa autoiniettante per l’adrenalina): effetto immediato; può essere usata dal paziente stesso
  • 2 pastiglie di antistaminico: effetto solo dopo 30 minuti
  • 2 pastiglie di cortisone: effetto solo dopo 30 minuti

Per bambini di peso inferiore ai 30 kg: dosaggio e somministrazione speciali.

In caso di reazione generale acuta con orticaria, attacco d’asma o persino collasso, devono essere assunti immediatamente i farmaci del corredo per casi di emergenza o iniettata l’adrenalina, e farsi vedere da un medico o all’ospedale.

Come prevenire altre reazioni allergiche?

Per evitare altre reazioni, è utile rinunciare all’alimento in questione (carenza). Occorre fare attenzione agli alimenti nascosti nei prodotti da forno, nei condimenti (p.es. sedano) e nei cibi già pronti. Nell’Ordinanza sulle derrate alimentari e nell’Ordinanza sugli additivi del Consiglio federale (in vigore dal 1° aprile 2004), l’obbligo di dichiarazione di alimenti allergenici (incl. contaminazioni nei prodotti finali) è stato inasprito, con grande sollievo delle persone che soffrono di allergie alimentari, sempre ammesso che le etichette siano ben leggibili e che vengano lette con attenzione. Nel caso delle allergie alimentari, un’iposensibilizzazione (immunoterapia specifica) ha purtroppo scarso effetto.

Che cos’è un’intolleranza alimentare?

Non tutti i sintomi morbosi dopo l’assunzione di un alimento sono dovuti a un’allergia alimentare, nel senso che non sono provocati da una reazione immunologica. A differenza della vera allergia, nell’intolleranza manca la fase di sensibilizzazione: la reazione può avvenire già al primo contatto. Le intolleranze sono suddivise tra enzimatiche (congenite o acquisite) e farmacologiche secondo l’origine. La carenza di lattasio congenita, che causa diarrea e coliche addominali dopo il consumo di latte, è l’intolleranza enzimatica più frequente. Le intolleranze farmacologiche si presentano soprattutto nelle persone predisposte dopo un eccessivo consumo di alimenti ricchi di sostanze naturali farmacologicamente attive, le cosiddette ammine (p.es. l’istamina). La reazione è simile a quella degli allergici che hanno ingerito determinati alimenti, come le fragole, il formaggio, il vino, gli agrumi, i dolci, o determinati additivi. Con un test allergico non è possibile rilevare la presenza di intolleranze alimentari. In questi casi, si procede a un preciso accertamento dell’anamnesi, a una breve dieta di eliminazione e alla provocazione, affinché il paziente possa adottare le misure comportamentali adeguate (rinuncia all’alimento o terapia medicamentosa). Per la diagnosi di un’intolleranza al lattosio si può procedere a un particolare test respiratorio dopo l’assunzione di una soluzione contenente lattosio.

Maggiori informazioni sull’intolleranza alimentare: Associazione Svizzera Italiana della Celiachia www.celiachia.ch

 

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